Rispetto a superfici più tradizionali come piastrelle o simili, l’utilizzo di microcemento ha un costo leggermente più elevato. Se a livello immediato l’impegno finanziario è più consistente, vanno anche fatte diverse considerazioni a tal proposito: la durata e la resistenza di questo materiale è di molto superiore alle comuni piastrelle, con il costo maggiore che viene dunque ammortizzato facilmente sul lungo periodo.

La possibilità di diminuire sensibilmente il tempo dei lavori sovrapponendo uno strato di microcemento sulla pavimentazione già esistente (con relativo risparmio a livello di tempo e manodopera) è un altro fattore considerabile. Per dare meglio l’idea di quanto appena affermato, basti pensare che un appartamento inferiore ai 120 metri quadri solitamente richiede una settimana lavorativa, non solo per essere finito ma anche per essere pienamente “calpestabile” e pronto all’uso.

Se a ciò aggiungiamo i bassi costi per la manutenzione, si comprende come utilizzare questo materiale possa essere considerato a tutti gli effetti come un investimento. Proprio in virtù delle caratteristiche appena citate, sono sempre di più le persone che optano per una soluzione di questo genere, a prescindere dai costi generalmente maggiori.

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Il costo del microcemento varia a seconda di diversi fattori.

Stilare un listino prezzi per il microcemento risulta estremamente difficile, anche a causa delle numerose (anzi, quasi sterminate) varianti: a grandi linee possiamo affermare che i costi preventivabili hanno una forbice che potrebbe variare tra i 60 e i 100 euro al metro quadro.

Oltre alle normali colorazioni, è possibile personalizzare le superfici con effetti come lo spatolato, finiture lucide e altre tecniche appannaggio di pochi esperti artigiani che, essendo effettuate interamente a mano, richiedono maggiori tempi e costi di posa. Naturalmente anche una maggiore qualità del materiale utilizzato, così come una maggiore abilità degli operai incaricati, sono fattori che vanno ad influire con una certa incisività sui costi complessivi del lavoro.

Quali sono le varianti disponibili?

Abbiamo accennato precedentemente riguardo le varianti con cui possiamo arricchire il nostro pavimento, senza però andare nello specifico come faremo ora:

  • La soluzione più semplice, optando per una superficie completamente bianca, è quella che garantisce una maggiore resistenza all’usura e alle macchie. Tale soluzione si presta particolarmente a case piccole o a pose effettuate solo in locali come bagni.
  • La seconda opzione più comune riguarda superfici rifinite con effetto spatola. L’effetto visivo a lavoro terminato da l’idea di opacità, ricordando il cemento grezzo. A dispetto di tale impressione, naturalmente, la superficie rimane assolutamente liscia.
  • In alternativa, si può scegliere una lavorazione con finitura lucida che crea un effetto marmorizzato, capace di donare un tocco di pura classe al pavimento così trattato. Si tratta di una soluzione particolarmente apprezzabile per stanze della casa che richiedono maggiore luminosità.
  • Infine citiamo un’opzione solitamente riservata a magazzini o depositi industriali, con microcemento acidificato e nuvolato che trovano in questi ambienti la loro ideale collocazione.

Naturalmente a queste tipologie potrebbero essere solo le prime di una lunghissima lista comprendente anche le meno comuni e più originali. Va comunque sempre tenuto conto che, particolari trattamenti del materiale, vanno a intaccare la durata di questo: utilizzando del microcemento totalmente bianco infatti, si ottimizza al massimo la durata e la resistenza dalla superficie così trattata.